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DIVENTARE
RADIOAMATORI
A
cura di IZ1SBU, Marco Apostolo
Chi
è il radioamatore?
Nell'immaginario collettivo probabilmente è colui che si diverte a chiacchierare
con la radio con altre persone che hanno il suo stesso hobby. In realtà
però questa definizione è un po', anzi, molto riduttiva.
Il radioamatore è uno studioso, un appassionato di radio, di antenne,
di tecnologia, che ama approfondire le sue conoscenze e sperimentare sempre
qualcosa di nuovo.
Già, ma che utilità c'è ad approfondire le conoscenze della
radio e della propagazione in un'era dominata da internet, dalla tv satellitare,
dai telefonini? La risposta sta forse in un'altra domanda: vogliamo mettere
la soddisfazione di arrivare da soli, con le proprie mani, là dove gli
altri arrivano comprandosi un apparecchio già fatto?
Fatta
questa premessa, vediamo quali sono i passi da muovere sulla strada per diventare
radioamatore.
I passi sono tre:
1. Il conseguimento della patente
2. L'assegnazione del nominativo
3. La concessione dell'autorizzazione generale
La patente di radioamatore.
N.B. Le istruzioni riportate di seguito sono valide per il Piemonte. Può darsi che altre sezioni territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni abbiano procedure diverse.
Innanzitutto occorre presentare la domanda per sostenere l'esame. La domanda deve essere compilata utilizzando questo modello a cui va applicata una marca da bollo da 14,62 Euro.
Alla domanda vanno allegati:
La
domanda deve essere spedita, meglio se a mezzo raccomandata con ricevuta di
ritorno, alla propria sezione territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico
e delle Comunicazioni.
Nel caso del Piemonte le sessioni di esame sono due all'anno, pertanto i termini
di presentazione delle domande sono fissati al 30 settembre e al 30 aprile.
Se le domande arrivano dopo tale data vengono fatte slittare alla sessione successiva.
Una volta spedita la domanda non resta che attendere: sarà la sezione territoriale del Ministero a comunicare, sempre a mezzo raccomandata, la data dell'esame.
Nel
giorno fatidico bisognerà presentarsi all'ora e nel luogo indicati muniti
di un documento di riconoscimento e della lettera di convocazione all'esame.
E ovviamente anche della adeguata preparazione del programma
di esame (link a Programma_esame.pdf). (Attenzione: il documento,
prelevato dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni,
è un po' datato. L'ultima parte, relativa al codice morse ed alla ricezione/trasmissione
in telegrafia, non fa più parte del programma d'esame).
Esenzione.
Non tutti sono obbligati a sostenere l'esame per conseguire la patente di radioamatore.
Ci sono alcune persone cui spetta di diritto in virtù del titolo di studio
conseguito.
Sono esonerati dal sostenere l'esame gli aspiranti in possesso di uno di questi
titoli:
In questo caso alla domanda per ottenere la patente non andrà allegata la ricevuta di versamento per il “Contributo Esami”, ma direttamente la copia del titolo di studio.
L'assegnazione del nominativo.
Una
volta ottenuta la patente, superando l'esame o presentando l'opportuna documentazione
per l'esonero, il più è fatto. Non si è però ancora
radioamatori a tutti gli effetti perché mancano ancora il nominativo
e l'autorizzazione alle trasmissioni.
Due passi da fare uno alla volta, e che richiederanno qualche settimana di attesa.
Cominciamo
dal nominativo.
Se tutto è andato bene, la sezione territoriale del Ministero dello Sviluppo
Economico e delle Comunicazioni invierà la patente e tutta la modulistica
necessaria per i passi successivi. Bisognerà innanzitutto spedire la
richiesta di attribuzione del nominativo a questo indirizzo:
Ministero dello Sviluppo Economico - Comunicazioni
Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica di Radiodiffusione
Viale America, 201
00144 Roma RM
Alla
domanda deve essere applicata una marca da bollo da 14,62 Euro e devono essere
allegate la copia integrale della patente di radioamatore e la copia di un documento
di identità in corso di validità.
Anche in questo caso, pur non essendo specificato nelle istruzioni, sarebbe
meglio usare la raccomandata con ricevuta di ritorno: la prudenza non è
mai troppa!
Come detto sopra, i moduli da compilare dovrebbero essere spediti insieme alla patente che si è appena conseguita. In ogni caso, questo è un modello che può essere scaricato e compilato.
La concessione dell'autorizzazione generale
Trascorsa
qualche settimana di attesa, arriverà a casa la lettera del Ministero
contenente l'assegnazione del nominativo. Da qui in poi potremo cominciare a
fare qualche chiacchieratina in frequenza presentandoci con il nostro nuovo
nome.
Non abbiamo però concluso l'iter: entro 30 giorni dal ricevimento del
nominativo bisogna spedire alla propria sezione territoriale del Ministero dello
Sviluppo Economico e delle Comunicazioni la richiesta di autorizzazione generale
alle trasmissioni. Anche questo modello
dovrebbe essere stato spedito insieme alla patente, ma, se servisse, se ne può
scaricare da qui una copia.
Il modello va compilato indicando il proprio nominativo e l'apparato, o gli
apparati, in proprio possesso. Attenzione: anche se non espressamente richiesto,
bisogna indicare la marca e il modello della radio che intendiamo usare.
Alla domanda va allegata l'attestazione del versamento di 5 Euro, che è
il canone annuo per la concessione di trasmissione. Non c'è un conto
unico per il versamento di questa tassa, ma bisogna reperire gli estremi in
base alla regione in cui si vive. Normalmente nella lettera con cui viene spedita
la patente ci sono le indicazioni.
Per il Piemonte vanno versati sul c.c. 35533108 intestato a Tesoreria Provinciale
dello Stato – Sezione di Torino.
Come causale conviene indicare “Contributo per l'anno ….”
ed il proprio nominativo.
Attenzione: le sezioni territoriali del Ministero usano il metodo del silenzio-assenso.
Significa che non vi trasmetteranno l'autorizzazione vera e propria. Bisogna
pertanto conservare una copia della domanda che è stata spedita insieme
alle ricevute di spedizione e di ricevimento della raccomandata: è questa
l'autorizzazione generale che ci consente di trasmettere per 10 anni.
Detto
tutto? Sembrerebbe di sì.
Anzi, no! Manca la cosa più importante: BUON DIVERTIMENTO!!!